Bonus pubblicità 2026: scadenze, requisiti e come fare domanda
Il bonus pubblicità torna al centro dell’attenzione anche nel 2026. Tra l’inizio dell’anno e il mese di marzo si concentrano infatti alcune scadenze fondamentali per chi investe in pubblicità su giornali e testate online e vuole ottenere il credito d’imposta previsto dalla normativa.
Il meccanismo non è complesso, ma segue una logica precisa fatta di due passaggi obbligatori: prima si comunica l’investimento, poi lo si conferma. Capire bene tempi e modalità è essenziale per non perdere l’agevolazione.
Cos’è il Bonus Pubblicità
Il bonus pubblicità è un credito d’imposta riconosciuto a imprese, professionisti ed enti non commerciali che aumentano la spesa pubblicitaria rispetto all’anno precedente.
In pratica, se nel 2026 investi in pubblicità su giornali o testate online più di quanto hai fatto nel 2025, e l’aumento è almeno dell’1%, puoi recuperare il 75% della spesa aggiuntiva sotto forma di credito fiscale.
Dal 2023, però, le regole sono cambiate: oggi non rientrano più nel bonus gli investimenti su TV e radio. L’agevolazione riguarda solo la stampa quotidiana e periodica, anche in versione digitale.
Chi può beneficiarne e quali spese contano davvero
Possono accedere al bonus:
- imprese di qualsiasi dimensione
- lavoratori autonomi
- enti non commerciali
A condizione che sostengano spese pubblicitarie ammissibili, cioè su giornali e riviste, cartacei o online.
Un aspetto importante, spesso fonte di errore, riguarda quando una spesa si considera sostenuta. Non conta il giorno in cui si paga o si riceve la fattura, ma quando la prestazione pubblicitaria è conclusa. Questo principio è fondamentale per capire se la spesa rientra nel 2025 o nel 2026.
Le due scadenze chiave da non perdere
Il bonus pubblicità funziona sempre in due fasi.
Prima fase: prenotazione del credito (marzo)
Dal 1° al 31 marzo di ogni anno va inviata la Comunicazione per l’accesso al credito, cioè una sorta di prenotazione. In questa fase si indicano gli investimenti che si prevede di sostenere nell’anno in corso.
Per esempio: a marzo 2026 si comunica quanto si pensa di investire in pubblicità nel 2026.
Seconda fase: conferma delle spese (gennaio-febbraio)
Dal 9 gennaio al 9 febbraio dell’anno successivo, va invece inviata la Dichiarazione sostitutiva con cui si conferma quanto è stato effettivamente speso.
Quindi, tra 9 gennaio e 9 febbraio 2026, chi aveva prenotato il bonus per il 2025 deve dichiarare le spese pubblicitarie realmente sostenute nel 2025.
Come si presenta la domanda
La procedura è solo telematica e passa dai servizi dell’Agenzia delle Entrate. L’accesso avviene tramite SPID, CIE, CNS o credenziali fiscali.
La domanda può essere inviata:
- direttamente dal beneficiario
- tramite un intermediario abilitato (come il commercialista)
- tramite una società del gruppo, se ne ricorrono i requisiti
Fa sempre fede la ricevuta telematica che attesta il corretto invio della comunicazione.
Attenzione alla compilazione
Il modello da utilizzare è unico e serve sia per la prenotazione che per la dichiarazione finale. In fase di compilazione:
- gli importi vanno indicati in euro, senza centesimi
- l’incremento di spesa deve essere almeno dell’1%, altrimenti il sistema blocca l’invio
- nella dichiarazione finale non si può indicare una spesa superiore a quella prenotata
Se si commette un errore, è possibile rinunciare totalmente al bonus e ripresentare la domanda corretta, seguendo però l’ordine indicato dalle istruzioni.
Serve un documento che attesti le spese?
Sì, ed è un punto cruciale. Le spese pubblicitarie devono essere attestate da un professionista abilitato (commercialista o revisore). Questa attestazione:
- non va allegata alla domanda
- non ha un modello standard
- va conservata ed esibita in caso di controlli
La semplice autodichiarazione del beneficiario non è sufficiente.
Quando e come si usa il credito
Dopo l’invio delle domande, l’amministrazione pubblica prima un elenco provvisorio e poi quello definitivo degli ammessi. Solo dopo la pubblicazione dell’elenco finale il credito diventa effettivamente utilizzabile.
Il bonus pubblicità può essere usato solo in compensazione tramite modello F24, presentato online, indicando il codice tributo 6900.
In conclusione
Il bonus pubblicità è un’agevolazione interessante, ma richiede attenzione alle scadenze e precisione nella gestione delle pratiche. Gli errori più comuni riguardano il calcolo dell’incremento, l’anno di competenza delle spese e la mancata attestazione.
Affidati a Partners Studio per avere un supporto concreto nella verifica dei requisiti, nella gestione delle scadenze e nella corretta presentazione delle domande, evitando di perdere un’opportunità fiscale importante.
